VALENTINA PERAZZINI

La catalogazione emerge da una condizione che è da sempre alla base della memoria collettiva. Fin dall’antichità l’uomo, per potenziare la propria capacità mnemonica, si è creato degli schemi per classificare il reale. E questi schemi si ritrovano a partire dalle categorie Aristoteliche fino ad arrivare a Wikipedia e agli odierni sistemi di indicizzazione informatici. Internet stesso crea una struttura di dati sempre più accessibile, vasta e ricca di contenuti. Affascinata da questo tipo di meccanismo, ho iniziato un lavoro che riprende in “mano” l’elenco e il catalogo. L’utilizzo di citazioni letterarie ha origine da un lato da un’ispirazione più personale ed intima, che porta poi i brani degli autori citati a suggerire possibili chiavi di lettura dell’opera, dall’altro lato questo citare contiene in sé anche un desiderio di analisi più metodica e distaccata, quasi un’operazione chirurgica di dissezionamento del testo, come ad esempio la selezione di specifiche parole utilizzate dagli autori, oppure, come nel caso dell’opera Leaves of Books, nell’estrazione di tutte le virgole da un libro. La scelta naturalistica ha dunque origine da un perfetto connubio-dissidio romantico-scientifico, che si colloca esattamente a metà strada tra l’emozione e la catalogazione seriale. Parafrasando Italo Calvino si scopre che è impossibile numerare un prato poiché il prato, così come il cosmo, è infinito. E la parola infinito ci porta immediatamente alla dimensione romantica del “sublime” mentre la numerazione e la tassonomia richiamano l’algebra e la biologia.   [VALENTINA PERAZZINI]