00:34 a.m.

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“La sublimazione di uno stato imposto, indipendente dalla propria volontà. Ore insonni trascorse a contare. Contare secondi minuti sommarli in ore notti e giorni, fino a visualizzare questi numeri come punti, vicinissimi, infiniti, tanto da generare la linea. Da sempre associata al concetto di temporalità, nelle mie opere la linea si fa viva, e come guidata da volontà propria passa dalla bidimensionalità del foglio, alle tre dimensioni, e viceversa, confondendo i confini e rimandando continuamente  al concetto di conta.Il tempo stesso partecipa al processo creativo. Il filo di ferro, evidente richiamo alla linea, è impietosamente trasformato e corroso dal passar del tempo.Linea come tempo e linea come pensiero; pensiero che va sfumando, fino a perdersi e addormentarsi nello spazio.Io stessa, come poi l’osservatore, sono guidata in questo groviglio di linee, sensazioni, dalla costante presenza di numeri. Riportati in caratteri atemporali, rappresentano l’universale modo di comunicare umano e della natura stessa. E di nuovo riconducono al punto di partenza, la conta insonne secondi, minuti, ore, notti, giorni…”[Maria Savoldi]
Maria Savoldi lavora con il tempo; la sua ricerca e’ soprattutto una ricerca notturna, che va dalle ore di veglia ai risvegli alle conte che fa durante queste notti.