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PANICO MISTICO Il panico mistico scatenato dalle opere di Francesco Cornacchia, in mostra alla Blu Gallery dall’otto maggio al cinque giugno, è un pantheon che raccoglie in sé tutto il senso divino del mondo. L’artista comunica alle sfere più inconsce dello spettatore, collegando assieme i lati oscuri del subconscio  e quelli aurei della ragione. La mostra nasce da uno studio approfondito sulle differenti religioni del mondo, alcune più moderne e conosciute, altre solo fascinazioni di numi preistorici, invocati ai tempi in cui la parola era suono e l’uomo era ancora natura. Cornacchia si ispira inoltre ad una cultura poliedrica, che spazia dalla storia dell’arte alla paleontologia, dalle scienze all’antropologia.
Il sontuoso pantheon è diviso in tre sezioni. Da una parte, domina il grande Dio Bestia, adorato dalle madri, rappresentanti le varie sfumature della sfera femminile cosmica. Alla parete opposta, il sacro si fonde con il selvaggio per creare potenze ibride, cinocefali, anfibi e forze silvane, in adorazione di un quadro centrale oscuro, qualcosa che l’umano può solo intuire. Un’altra sezione raccoglie le deità sorte in osmosi con la paleontologia, originate a contatto con i dinosauri e i mammut, plasmando paleoestiari perturbanti e ammalianti. Lo stile di Cornacchia imprime alle immagini qualcosa di potente, troppo potente per essere afferrato del tutto. I colori, decisi e brillanti, esplodono sul fondo oro, dando un senso di grandiosità, in contrasto con il tratto preciso e delicato con cui sono composte le figure.
Tutti i personaggi di questa grande turba mistica sono a noi familiari, perché nascono dal bisogno antropologico di personificare i nostri impulsi e antropomorfizzare la natura selvaggia. Misteri, miti e mostri si intrecciano in un polittico in cui ciascun spettatore può scavare nel proprio ego per interpretare le opere esposte oppure perdersi, abbandonandosi a forze irrazionali, come in una contemplazione cristiana o in un mistero eleusino. In un mondo in cui l’uomo si sente sempre più perso, più solo, la Blu Gallery diventa un tempio in cui trovare non una nuova religione, ma un nuovo senso del divino. In questo mondo perso nella pandemia, il panico, che sprechiamo nei nostri piccoli gesti quotidiani, può essere sublimato in qualcosa più grande e potente, in un atto nobile, mistico. Non resta che lasciarsi andare, nel turbine della bellezza e del soprannaturale, talmente grandi da generare terrore: un panico che, finalmente, ci trascina verso l’alto, verso l’apollineo e il dionisiaco, piuttosto che bloccarci nella nostra prigione di normalità.

Chiara Mascardi