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SUSSURRI Sospiri tra le foglie
Asako Hishiki sta lavorando da quest’autunno alla preparazione di questa mostra, dando testimonianza efficace e puntuale di quanto il suo lavoro richieda un tempo ragionato e calibrato che passa attraverso delicate fasi visione, progettazione, realizzazione, scelta e valutazione delle opere concluse e che deve seguire obbligatoriamente un fare preciso e non approssimato. In autunno Hishiki è stata colpita – non c’è banalità nell’osservare e nello stupirsi ancora per il ciclo stagionale che scandisce il tempo, ma dimostra acuta emotività dal mutare della natura attraverso i racconti offerti dagli alberi e dalle piante dei colli bolognesi. Le foglie testimoniano da sempre una storia naturale con il cambiamento del loro colore; le foglie si muovono al vento, danzano e cadono. Altre foglie restano verdi sfidando il rigore incipiente del freddo invernale. [Matteo Galbiati]

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OPERE ANNI ’60 E ’70 SERGIO DANGELO
Artista poliedrico e polimaterico, ha saputo spaziare e attraversare vari “ismi” del secolo scorso: dal Movimento Nucleare, di cui è stato fondatore assieme a Enrico Baj, al surrealismo, dalle forme espressive legate al dadaismo alle ricerche del Gruppo Cobra, ponendo sempre alla base della propria creatività artistica l’ironia, lo sperimentalismo e la provocazione.
I quadri qui presentati, oramai storici all’interno della storia dell’arte del secondo novecento, vivono di grandi suggestioni visionarie, di stesure cromatiche ardite ed irriverenti, di partecipazione colta e di poetica naturalistica, di gestualità esplosiva e di segni di calligrafia automatica.
Gli hand-made, termine che Marcel Duchamp ha utilizzato nel 1960 per definire gli oggetti di Sergio Dangelo, tracciano il racconto della sua figura di “scrittore che dipinge”, di “poeta che raccoglie ed assembla immagini”, come lui stesso ama definirsi, portandoci in un mondo fatto di legno, chiodi, filo di canapa, bottoni, cartone, plastica morbida, gres, vimini, vetro, ceramica, nero di china, tempere, aniline, vernici alla nitrocellulosa, smalti: un mondo di materiali infinito, privo di confini, come la sua visione dell’arte.
La mostra è un omaggio ad uno degli autori contemporanei più singolari e sognatori, che ha visto la vita come un atto d’arte totale, portando a volte il solo pensiero ad essere opera, spingendosi a definire il proprio lavoro “le cose che faccio” o “le mie invenzioni”.
Sergio Dangelo è nato a Milano nel 1932, ha allestito più di 400 mostre personali ed ha partecipato a circa 1.500 collettive nel mondo. La sua bibliografia conta quasi 150 pubblicazioni monografiche.